sabato 1 maggio 2010

Giuliano di Eclano... schede biografiche



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Giuliano di Eclano
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Giuliano di Eclano (385 circa – 455 circa) è stato teologo ed eretico.
Indice]
1 Biografia
2 Opere
3 La polemica con Agostino
4 Il libero arbitrio
5 Il peccato originale
6 Il battesimo
7 La grazia
8 La concezione agostiniana del male
9 Conclusioni
10 Voci correlate
Biografia 

Figlio di Memorio, vescovo di Aeclanum (oggi Mirabella Eclano, in provincia di Avellino), e di Tizia, figlia di Emilio, vescovo di Benevento. Non è certo che sia nato a Eclano: altri lo ritengono nato in Puglia, nell’odierna Ceglie Messapica. Diacono nel 408, ebbe estesa cultura e intelligenza brillante, tanto che Agostino, che lo descrive scrittore elegante ed esperto di dialettica, volle ospitarlo a Cartagine. Nominato vescovo di Eclano da papa Innocenzo I verso il 411, generosamente donò tutti i suoi beni agli abitanti caduti in miseria dopo l’invasione della Campania da parte dei Vandali.
Scomunicato e deposto dalla carica vescovile nel 418 da papa Zosimo per la sua adesione al pelagianesimo, insieme ad altri diciassette vescovi fu costretto all’esilio in Oriente ospitato, fra gli altri, da Teodoro, vescovo di Mopsuestia in Cilicia e da Nestorio, patriarca di Costantinopoli. Qui continuò a difendere le sue opinioni, affermandosi come il più influente esponente del pelagianesimo. Non si conosce il luogo della sua morte, avvenuta in Oriente o in Sicilia, verso il 455.
Opere [modifica]

In difesa delle dottrine pelagiane scrisse due lettere a papa Zosimo e due, nell’esilio, a Rufo, vescovo di Tessalonica e a Roma. In polemica contro sant'Agostino, scrisse i Libri quattuor ad Turbatium, i Libri octo ad Florum, indirizzati al vescovo pelagiano Floro, esule a Costantinopoli, che l’aveva esortato a scrivere contro il De nuptiis et concupiscientia di Agostino, e il De bono constantiae (Patr. Lat. 91, 1072), ai quali Agostino rispose con il Contra Iulianum in sei libri (Patr. Lat. 44, 461) e con il cosiddetto, perché incompiuto, Opus imperfectum (Patr. Lat. 45, 1049). Gli vengono attribuiti anche il Commentarius in Psalmos e il Commentarius in prophetas minores tres, Osee, Joel et Amos, che è del resto attribuito anche a Rufino d'Aquileia.
La polemica con Agostino [modifica]

Le frasi di Giuliano, tratte dal suo Ad Florum, sono riportate nell'Opus imperfectum di Agostino.
Per Agostino, con il peccato di Adamo, istigato dal diavolo, tutti gli uomini sono divenuti peccatori: il peccato originale si trasmette attraverso la generazione; Giuliano replica che: "se il peccato originale si contrae attraverso la generazione……. (Op. imp. I, 61)… rischi di condannare il matrimonio e di dire opera del diavolo l'uomo che nasce da quello... non esiste matrimonio senza rapporti sessuali. Tu dici che quanti nascono da un rapporto sessuale appartengono al diavolo: senza dubbio dichiari che il matrimonio appartiene al diritto del demonio" (I, 62).
"Tu, evidentemente, senza esitazione definisci diabolica la natura. Perché, se è nella natura o viene dalla natura ciò per cui l'uomo è posseduto dal diavolo, è irrefutabilmente del diavolo ciò per cui il diavolo ha potuto rivendicare a sé l'immagine di Dio. Anzi non è nemmeno immagine di Dio una natura che è per nascita nel regno del diavolo. (I, 63) Tu scrivi nel tuo libro (De nuptiis et con.) che quanti nascono dal matrimonio contraggono il peccato originale, e di essi, quali che siano i genitori da cui nascono, non neghiamo che siano ancora sotto il diavolo, se non rinascono nel Cristo e, liberati per la sua grazia dal potere delle tenebre, sono trasferiti nel regno di Colui che non volle nascere dalla medesima unione dei due sessi...Ti sei sforzato di far credere così esecrabili i rapporti sessuali da voler far intendere che il Cristo… per condannare il congiungimento dei sessi, abbia voluto nascere da madre vergine. Che cosa dunque ha potuto mai dirsi da chiunque di più improprio e di più impudente di questo? (I, 64).
Il libero arbitrio [modifica]

Dunque la concupiscenza, il desiderio sessuale, non è cattiva in sé, perché è nella natura umana creata da Dio; se fosse sorta solo dopo il peccato di Adamo, istigato dal diavolo, sarebbe una creazione diabolica e dunque il diavolo avrebbe stravolto la natura umana, sarebbe lui il creatore dell’attuale natura umana, come insegnano i manichei; in realtà, secondo Giuliano, i risultati della concupiscenza sono buoni o cattivi secondo l’uso che si è fatto di questa, secondo dunque la libera volontà umana, secondo il libero arbitrio:
"Questa è la grandissima differenza che c'è sempre stata tra i manichei e i cattolici…: noi attribuiamo il peccato alla volontà cattiva, i manichei invece alla natura cattiva. (I, 24) Nel tuo libro Le due anime …dici::…il peccato è la volontà di commettere o di continuare ciò che la giustizia proibisce e da cui è libero di non farei…se l’uomo non è libero, non si può nemmeno dire che ci sia volontà (I, 44). La volontà è dunque il motore dell'animo che ha in suo diritto o di andare a sinistra per azioni deplorevoli o a destra per azioni eccelse. (I, 46)
Questa volontà dunque che sceglie alternativamente ha nel libero arbitrio l'origine della sua possibilità, ma riceve da sé l'esistenza dello stesso agire…esiste dunque il peccato; perché, se non esistesse, nemmeno tu andresti dietro agli errori. Ma il peccato non è altro che la volontà deviante dal sentiero sul quale si deve mantenere e dal quale è libero non deflettere…(I, 47)
Il peccato originale [modifica]

Il peccato originale non esiste, perché i bambini non possono essere peccatori:
"...dì chiaramente la ragione per cui corri dietro all'esistenza del peccato naturale…se non c'è nessun peccato senza la volontà, se non c'è nessuna volontà dove non c'è libertà, se non c'è libertà dove non c'è l’uso della ragione, per quale mostruosità si troverebbe il peccato nei bambini che non hanno l'uso di ragione? Perciò né facoltà di scelta, né quindi volontà, né, poste queste premesse irrefutabili, alcun peccato di sorta. Tu dici: I bambini non sono oppressi da nessun peccato proprio, ma sono oppressi da un peccato altrui… sospettiamo che tu abbia tirato fuori queste affermazioni in odio a qualcuno…Presso quale giudice un delitto di altri prese a gravare su una innocenza pura ? Chi è stato quel nemico barbarico, così crudele, così truce, così dimentico di Dio e della equità, da condannare gli innocenti come fossero colpevoli ?... È Dio, tu dici, quello stesso che dimostra il suo amore verso di noi, quello stesso che ci ha amati e non ha risparmiato il proprio Figlio, ma lo ha dato per noi; lui stesso giudica così e lui stesso è il persecutore dei neonatii, lui stesso consegna ai fuochi eterni per la loro cattiva volontà i bambini che egli sa non aver potuto avere né volontà buona né volontà cattiva…" (I, 48)
Il battesimo [modifica]

Questo non significa che il battesimo sia inutile:
"...noi riconosciamo tanto l'utilità della grazia battesimale a tutte le età da colpire con anatema eterno tutti coloro che non la reputano necessaria anche ai bambini. Ma noi crediamo sovrabbondante di doni spirituali questa grazia, la quale… provvede da sola a tutte le specie di bisogni e a tutte le diversità di condizioni degli uomini… Ma questa grazia che lava le macchie dell'iniquità non avversa la giustizia, né fa i peccati ma ce ne purga; questa grazia che assolve i rei non calunnia gli innocenti. Il Cristo infatti, che è redentore della sua creatura, accumula con larghezza continua i benefici attorno alla sua immagine e gli uomini che creandoli aveva fatto buoni li fa migliori rinnovandoli e adottandoli. Merita quindi l'esecrazione di tutti i buoni chi crede di dover negare ad alcuni questa grazia per la quale si dà il perdono ai rei, l'illuminazione spirituale, l'adozione a figli di Dio, la cittadinanza della Gerusalemme celeste, la santificazione, la promozione a membra del Cristo e ai mortali il possesso del Regno dei cieli" (I, 53)
"Non c'è peccato nell'uomo, se non c'è volontà personale: in questo consente con me senza esitazione tutto il genere umano, se ha una goccia appena di sapienza. Ora, tu concedi che nei bambini non c'è stato niente di volontà personale: non io, ma la ragione conclude che dunque non c’è peccato in loro. La ragione per cui si portano alla Chiesa non è assolutamente che siano infamati… ma si portano perché lodino Dio come autore e dei beni naturali e dei doni spirituali. (I, 60) La libertà dell'arbitrio, con la quale l'uomo è stato emancipato da Dio, consiste nella possibilità di commettere il peccato e di astenersi dal peccato" (I, 78)
"L'uomo infatti fu creato animale ragionevole, mortale, capace di virtù e di vizio, in grado per possibilità concessagli o di osservare i comandamenti di Dio o di trasgredirli; in grado di rispettare il diritto della società umana per il magistero della natura, libero di fare volontariamente l'una o l'altra scelta: e in questo sta essenzialmente il peccato e la giustizia. (I, 79) È buona dunque la possibilità e del bene e del male, perché poter fare il bene è l'atrio della virtù e poter fare il male è testimonianza di libertà" (I, 81)
"Tu dici: Noi non neghiamo il libero arbitrio, ma se il Figlio vi farà liberi, dice la Verità, sarete liberi davvero (Giov..8, 36) È manifesto che in quel luogo il Cristo rivolgeva le sue parole ad una coscienza schiava, che denunziava non libera, ma esposta a quella giustizia che condanna i peccati commessi con libera volontà. La quale sentenza, intendendola male o forse non intendendola dentro di te e tirandola qua contro la ripugnanza della sua natura, l'hai messa in un punto dove con tutto il suo senso letterale discorda dai tuoi ragionamenti. Accoppiando infatti le stesse parole: Ciò che si libera è schiavo, ciò che è schiavo non è libero, ciò che è libero non è schiavo" (I, 84)
La grazia 

Dunque, secondo Giuliano, Agostino rende vano il battesimo se nei cristiani battezzati continua a sussistere il male che viene da loro stessi trasmesso ai loro discendenti. Ma per Agostino il male si sconfigge solo con la grazia, dono di Dio non dato secondo i meriti eventuali di ciascuno ma gratuitamente e a pochi, per sua decisione imperscrutabile; chi ottiene la grazia si salva, chi non ha la grazia divina sarà dannato indipendentemente dalla sua volontà di perseguire il bene. Dice Giuliano:
"...la grazia del Signore Gesù Cristo non è stata data così da provvedere per singoli peccati, quasi per singole ferite, anche singoli rimedi d'indulgenza, e da offrire venia ai vari peccati con diversi battesimi. Essa invece, per il potere della sua efficacissima medicina, che si applica ai crimini, ossia alle opere della volontà cattiva, soccorre così universalmente da cancellare le diverse specie di reati con la forza di una sola consacrazione. (II, 108)
Al che risponde Agostino:"Questo è l'occulto e orrendo veleno della vostra eresia: voi volete che la grazia del Cristo stia nel suo esempio e non nel suo dono, dicendo che gli uomini diventano giusti per l'imitazione di lui e non per la somministrazione da parte di lui dello Spirito Santo che li induca ad imitarlo e che egli ha diffuso nel modo più ricco sopra i suoi. E aggiungete: dopo tuttavia l'incarnazione del Cristo, evidentemente per gli antichi, che dite essere stati giusti senza la sua grazia, poiché non ebbero il suo esempio... se dunque la giustizia viene dall'imitazione dei giusti, il Cristo è morto invano, perché anche prima di lui ci furono giusti da poter essere imitati da coloro che avessero voluto essere giusti." (II, 146).
La concezione agostiniana del male [modifica]

Dice il professor Piero Bellini (Incontro del 9 maggio 2003 su Le radici culturali e religiose dell’identità europea): “l’antropologia pessimistica di Agostino nasce dalla preoccupazione che riconoscere all’uomo una sua autonomia possa in qualche misura nuocere alla costitutività dell’intermediazione divina: Agostino, nella prima fase della sua polemica a proposito della libertà dell’uomo, si trova a rispondere alla domanda: unde malum?, da dove proviene il male?, che è poi il tema centrale della teodicea.
I manichei, secondo una tradizione che risale a Marcione e, per certi aspetti, a Montano, credono nella compresenza di due principi: il principio del bene, che tende ad affrancare l’uomo da una soggezione in cui lo ha posto un Dio creatore malvagio, e il principio del male.
Diversamente Agostino, per mantenere l’unicità di Dio, evitando di contrapporre un Dio creatore ad un Dio salvatore, ritiene che il male della terra non dipenda dalla creazione di Dio, ma dalla risposta che l’uomo ha dato a Dio rispetto al dono della libertà che Dio gli ha concesso: la libertà dell’uomo introduce il male nel mondo; l’uomo, in altre parole, ha fatto un cattivo uso della sua libertà, determinando l’ingresso del male nel mondo. È la tesi del libero arbitrio: d’un libero arbitrio speso male.
Tale tesi comporta una reazione di tipo protoliberale da parte di Pelagio. Quest’ultimo dice che se l’uomo è capace di peccato e merita la sua punizione, l’uomo deve essere anche capace di virtù e deve meritare il suo premio se si conduce rettamente. Alla visione di Agostino, Pelagio aggiunge qualcosa di più, parlando di una quaedam naturalis sanctitas dell’uomo. L’uomo è capace di peccato, ma è anche capace di virtù.
Agostino si preoccupa di questo, perché, se si accetta che l’uomo possa salvarsi attraverso gli strumenti della sua naturalità (per sua tantum naturalia), allora viene meno la necessità dell’intermediazione ecclesiastica e ancor prima la necessità dell’intermediazione cristica: che senso ha il sacrificio del Golgota se l’uomo ha la possibilità, con i suoi strumenti naturali, di realizzare il proprio destino escatologico?
Agostino allora abbandona la posizione del libero arbitrio e diventa il dottore della grazia. Tutto è dovuto alla grazia: è il dono della grazia di Dio che rende gli uomini capaci di meritare. L’uomo non può meritare la grazia, perché la grazia è condizione del merito, quindi essa è gratis data. Quest’ultima è una proposizione che ricorre di frequente in Agostino. Dio sceglie i suoi e rifiuta gli altri. Si pongono così le basi del predestinazionismo: è una visione marcatamente negativa dell’antropologia umana, che diventa ottimistica quando si tratta dell’elezione di quelli che sono da Dio, secondo il suo insondabile giudizio, predestinati alla salvezza. Di fronte a chi gli oppone che in questo modo Dio tratterebbe gli uomini come figli e figliastri, Agostino non ha esitazione a dire che gli uomini sono “figli dell’ira di Dio”, per cui non ci si deve lamentare se Dio punisce la maggioranza degli uomini, piuttosto ci si deve rallegrare del fatto che alcuni almeno fra essi siano salvati.”
Conclusioni 

In quel V secolo, il confronto fra agostiniani e pelagiani fu uno scontro drammatico fra due filosofie, due teologie, due etiche, due concezioni della Chiesa, in definitiva due culture che combattevano per la loro sopravvivenza: quella che fosse uscita sconfitta sarebbe stata destinata a scomparire.
E a essere sconfitta non poteva essere che la cultura cristiana, che in questo è anche laica, del primato della razionalità, dell’umanità, del libero arbitrio: perché nella gravissima crisi economica del tempo, nella fuga degli schiavi dalla terra, nell’asservimento di chi rimaneva perché non aveva speranza nemmeno nella fuga, compresi i piccoli proprietari, i piccoli artigiani e commercianti, nella costante falsificazione della moneta operata dai governi imperiali, nelle scorrerie di “barbari” che uccidevano e rubavano e devastavano i beni dei possidenti, questi ultimi, i colti, i pochi in grado di scrivere, leggere e comprendere i problemi “alti” di ogni tempo dell’umanità, quei pochi che davano e danno la loro impronta alla storia umana, non trovavano nelle vicende del loro tempo alcun motivo di ottimismo, alcuna razionalità, alcun umanesimo e, primi rappresentanti di una società servile, non potevano essere favorevoli alla libertà di tutti gli uomini, anche “soltanto” della libertà della volontà, del libero arbitrio nel conseguimento della propria salvezza spirituale.
Meglio l’incerta sicurezza di una grazia proveniente dall’alto, per quanto riservata a pochi – ed essi erano infatti pochi, rispetto alla massa incolta e misera - che la fatica di una salvezza da guadagnare ogni giorno con i propri mezzi spirituali e che non può essere servita da altri uomini; meglio la rassicurante tradizione del pensiero, cristallizzato in dogma e dunque dato una volta per tutte, dei boni et sancti viri del glorioso passato del cristianesimo, così puntigliosamente e frequentemente citati da Agostino; meglio una Città di Dio, dove i beni, quali che siano, sono eternamente al sicuro.

Congresso su Giuliano di Eclano. Omaggio dell'Irpinia e dell'Istituto Patristico Agostinianum




Congresso su Giuliano di Eclano. Omaggio dell'Irpinia e dell'Istituto Patristico Agostinianum


Congresso su Giuliano di Eclano


Mirabella Eclano, 23-25 settembre 2010

Congresso internazionale promosso dall’Istituto Superiore di Scienze Religiose “Moscati di Avellino (Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale), l’Istituto Patristico “Augustinianum” di Roma, in collaborazione con la Diocesi di Avellino, Chiesa Santa Maria Maggiore di Mirabella Eclano,  Comune di Mirabella Eclano, Museo Arte Sacra di Mirabella Eclano, Associazione “Pro Loco LA FENICE” di Mirabella Eclano.
L’Irpinia cristiana dopo la condanna del vescovo  Giuliano di Eclano (a. 419)


 
Giuliano Vescovo di Eclano


Giovedi
9.00-9.30 Saluti delle Autorità
9.30 Prof. Antonio Nazzaro (Univ. di Napoli “Federico II”), Prolusione: dal Convegno su Giuliano (Mirabella Eclano 4-6 giugno 2003 ) al Convegno sul dopo-la condanna di Giuliano (Mirabella Eclano 23-25 settembre, 2010)
10.00 Prof. Michaela Zelzer (Vienna), La reazione dell’episcopato italiano alla “Lettera tractoria” di papa Zosimo
10.30 Prof. Angelo Di Berardino (Augustinianum), La condanna di Giuliano: l’incidenza ecclesiale e civile di una condanna ecclesiastica nel tardoantico
11.00 Prof. Saverio Festa (Università Salerno – ISSR Moscati) Agostino e la theologia civilis
11.15 Pausa caffè
11.30 Prof. Gennaro Luongo (Univ. di Napoli Federico II), La figura di San Marciano nell’agiografia irpina: documentazione e  profilo
12.00 Prof. Valentino D’Ambrosio, (Direttore Museo Arte Sacra di Mirabella Eclano) La Chiesa di S. Maria di Aquaputida: tracce storiche e monumentali
12.30 Prof. Gennaro Passaro Testimonianze cristiane dell’Irpinia dal IV al VI secolo(ISSR Moscati)
16.00 Dott. Mauro Giancaspro (Direttore Biblioteca Nazionale di Napoli): Conservazione e restauro dell’Exultet dell’Ecclesia Aeclanensis
16.30 Prof. Rocco Ronzani (Augustinianum), L’Exultet dell’Ecclesia Aeclanensis: elementi paleografici e liturgici
17.30 Prof. Eva Valenzi (Univ. della Tuscia), L’Exultet della Ecclesia Aeclanensis: analisi iconografica
18.00 Comunicazioni (Prof. ISSR Moscati - Avellino)
21.00 Momenti musicali

Venerdi
9.00 Prof. Marcello Marin (Univ. di Foggia), La formazione retorica di Giuliano
9.30 Prof. Vittorino Grossi (Augustinianum), La presenza di Giuliano di Eclano nelle ‘Responsiones’ di Prospero
10.00 Prof. Mathjis Lamberigts (Univ. di Lovanio), L'attitude d'Ephèse, pape Sixte et Leo le Grand concernant Julien
10.30 Prof. Franco Gori (Univ. di Urbino), La presenza di Giuliano nel ‘Praedestinatus’ di Arnobio il Giovane
11.00 Pausa caffè
11.30 Dr. Bengt Alexanderson (Goteborg) Da Giuliano a noi: come arrivare ai suoi testi
12.30 Dr. Antonio Grappone (Pontificio Consiglio della Cultura), Un Armeno a Frigento: Gregorio VII (Libro VII, Ep. 28, anno 1080)
15.30 Visita alla Città di Aeclanum
21.00 Momenti musicali

Sabato
ore 9.00 Prof. Marcello Marin (Univ. di Foggia), Conclusioni
10.30 Visita al Museo di Arte Sacra

Segreteria organizzativa:
Per richieste di partecipazione con alloggio, rivolgersi al Prof. Valentino D’Ambrosio (direttore Museo Arte Sacra Mirabella Eclano) Tel cell. 338 8805504; email: vadam@libero.it

Come raggiungere Mirabella Eclano
-Autostrade: A16 NA-BA (da Napoli uscita Benevento – da Bari uscita Grottaminarda): da Benevento uscita raccordo A16 Castel del Lago; A3 Salerno-Reggio Calabria (da Salerno raccordo autostradale Avellino S.S.90);
-Ferrovie: Napoli stazione centrale – Benevento stazione centrale
-Pullman: Autolinee pubbliche Napoli – Vallino – Mirabella - Grottaminarda
-Aereoporti: Capodichino (Napoli)

domenica 27 dicembre 2009

Mirabella Eclano. Inaugurazione nuovo organo a canne e concerto di Natale

Mirabella Eclano. Concerto di Natale 2009, inaugurazione nuovo organo a Canne


Chiesa S. Maria Maggiore, Organo a Canne,  sec. XIX- XX

La città di Mirabella Eclano  si arricchisce di un altra opera d'arte, con la benedizione ed inaguruazione del nuovo organo a canne, recpuerato nella cantoria dall'antico organo, restaurato dalla ditta oggi ritorna al suo splendore, nella monumenale chiesa parrocchiale di S. Maria Maggiore oggi 26 dicembre 2009 alle ore 19,30  S. E. Mons. Francesco Marino Vescovo di Avellino, benedice solennemente il nuovo organo.
L'orchestra e coro polofonico e corod voci bianche di S. Maria Maggiore di Mirabella Eclano diretta dal M.° Rosanna Minichiello offrirà il tradizionale concerto di Natale.

Al celebre M.° Andrea Trovato viene affidato il concerto inaugurale dell'organo con musiche sacre di grande bellezza e suggestione.
Il concerto è stato organizzato dal parroco D. Remigio Spiniello con la consulenza del violinista  Gennaro Minichello e sponsorizzato da Bruno Farmaceutica.
L'organo monumentale si inserisce nel contesto del notevole patromonio storico e religioso della cittadina mirabellana, insieme al Museo d'arte Sacra e al sistema museale che candida la città a centro religioso e culturale della nostra provincia.

M.° Andrea Trovato
Musicista poliedrico


Andrea Trovato, pianista e organista, è apprezzato in Italia e all'estero per le sue eccezionali doti musicali.
Conduce una brillante attività professionale che abbraccia le esperienze più varie, dal concertismo alla didattica. Attivo sia come solista che in formazioni da camera, spazia dalla musica antica a quella contemporanea, dalla lirica al repertorio sinfonico, lavorando con importanti enti lirico-sinfonici.
Ha lavorato presso il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino come Maestro di Sala dal 2003 al 2005, e grazie alla sua estesa formazione, dal settembre 2006 collabora con l'Orchestra e il Coro del Teatro Lirico "G. Verdi" di Trieste.
Il Coro Polifonico "S. Maria Maggiore",


Ha partecipato alle celebrazioni solenni in diversi santuari italiani, ha eseguito canti per la S. Messa trasmessa sa RAI UNO e ha animato la liturgia nella Basilica Vaticana in occasione del Giubileo del 2000. Ha eseguito uno storico concerto per il giubileo nella cattedrale di Ariano.


Ha tenuto concerti in ambito provinciale e nazionale avvalendosi della collaborazione dell'Orchestra da Camera "S. Maria Maggiore" di Mirabella Eclano.

Avellino Christmas Days 2007


Il Coro di S. Maria Maggiore si è esibito in uno dei tre appuntamenti per tutti con la musica corale per sentire ancora più forte lo spirito del Natale, organizzati da Ente Provinciale per il Turismo in collaborazione con Provincia di Avellino-Assessorato al Turismo e alla Cultura e Comune di Avellino-Assessorato alla Cultura, con la Direzione Artistica dei maestri M.Cesa e G.Cresta. Il 13 dicembre 2007 , eseguendo testi di Padre David Maria Turoldo. Il Coro svolge il servizio liturgico e si è esibito in molteplici rassegne e concerti ricevendo consensi di pubblico e della critica.


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è stato fondato dal dimanico parroco D. Remigio Spiniello nel 1993. E' diretto dal M.° Rosanna Minichiello, che cura anche il coro della voci biance "Pueri Cantores", favorendo nei ragazzi la passione per la musica.

Il Coro è formato da elementi che sono accomunati dalla passione per la musica e svolge nella parrocchia il servizio liturgico.

L'Organo a canne di S. Maria Maggiore

L'organo a canne della Chiesa di S. Maria Maggiore di Mirabella, di costruzione ottocentesca si trovava priam del sisma del 1960 nella cantoria di ingresso del tempio sacro, collocato dal compianto parroco D. Nicola Gambino nella navata dx della chiesa, ha subito gravissimi danni per il crollo del soffitto, è stato recuperato  dal solerte parroco D. Remigio Spiniello, solo nella cassa armonica e manca della struttura superiore.
Restaurato dalla Soprintendeza BB.AA.AA.SS. delle provincie di Salerno, Avellino e Benevento, con il coordinamento del Dott. Giuseppe Muollo, l'organo è stato affidato alla ditta Nicola Ferroni di Castelgugliemo (Rovigo). Il progetto è stato finanziato con fondi pubblici regionali e con il contributo dei fedeli ed altri benefatori.
IL nuovo organo a trasimssionme meccanica con due manuali e pedale, consta di 18 registri cosme si evence dalla scheda  tecnica allegata:


Cassa: struttura portante di abete, realizzata con telai a tenone e mortasa; pannelli rimovibili di abete listellare in tre strati. La decorazione del prospetto sarà curata dal committente, con il recupero e il restauro delle parti antichec onservate. La facciata è composta di tre campate "a cuspide" (7+9+7 per un totale di 23 canne); per ora non è possibile stabilire con certezza l'altezza della primacanna di facciata: dal disegno fornito si può ipotizzare che si tratti del Col del principale 8' (circa 240 cm di lunghezza), tuttavia questa supposizione deve essere confermata dall'esame del prospetto decorativo in restauro.Tra il somiere maestro e il corpo del pedale si collocherà una pedana praticabile di abete.I diatonici saranno ricoperti di bosso, con frontalino semplice. I cromaticisaranno di ebano di semplice fattura. Dimensioni standard. Disposizione della consolle stessa entro una finestra nel basamento dell'organo.Pedaliera: di 30 note (Dol - Fa3) , "retta-parallela", di rovere massello con dimensioni standard.


L'organo:

Disposizione fonica :


Grand'Organo

Principale 8'
Ottava 4'
Decimaquinta 2'
Ripieno 4 file
Tromba 8'
Flauto traverso 8'
Sesquialtera 2 file


Organo positivo
Bordone 8'
Flauto a camino 4 '
Nazardo 2,2/3'
Principale 2'
Terza 1,3/5'
 Ripieno 2 file
Cornamuse 8'
Pedale

Subbasso 16'
Basso 8'
Ottava 4'
 Fagotto 16'


Accessori .
Unione I-Ped.
Unione II-Ped
Unione II-I

Distinta dei registri:
Principale 8'
Ottava, XV e Ripieno 4 file
Sesquialtera 2 file
Flauto traverso 8' e Bordone 8'
Flauto a camino 4'
Principale 2'
Nazardo
Terza Ripieno 2 file
Tromba 8'

Oboe 8'
Subbasso 16'
Bassa e Ottava del pedale
Trombone 16'

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Consolle: due manuali di 58 note (Dol - La5).



venerdì 26 dicembre 2008

Mirabella Eclano. Convegno studi D. Pasquale Di Fronzo


Mirabella Eclano, Sulle orme del Sacro, Don Pasquale Di Fronzo e il patrimonio artistico-culturale. Convegno di Studio
Mirabella Eclano
SULLE ORME DEL SACRO CONVEGNO DI STUDIOPER ONORARE
D. PASQUALE DI FRONZO
L’infaticabile Don Pasquale Di Fronzo, sacerdote e storico attento alle problematiche irpine, ogni anno ci ha abituati all’appuntamento di un sua pubblicazione, la piccola enciclopedia dell’arte sacra in Alta Irpinia, giunta al suo diciannovesimo volume, non finisce di stupire gli amanti della storia, gli operatori pastorali e i lettori.
Dalla sua Mirabella Eclano, come mentore acuto, continua la sua infaticabile opera di evangelizzazione e promozione culturale.Ogni biblioteca privata e pubblica ha nel suo scaffale i volumi, consultati ed attesi dalla gente.
Dal suo studio della sua casa di campagna, lo storico e il sacerdote, “campione non domo”, è ormai diventato come un fiume che tutto inonda e con paziente e umiltà sa arrivare al cuore della gente, con i suoi scritti forti e di notevole spessore, al centro di tutto l’uomo e il cristiano dalla schiena mai piegata, forte, alla ricerca di fonti e fatti storici ed artistici, che parlano al cuore dell’uomo e che prorompe coma un inondazione benefica per la terra Irpina.
L’Arte Sacra in Alta Irpinia, è una miniera di notizie e di schede storico artistiche dalle più importanti a quelle minori, l’arte sacra diventa così una cattedra di insegnamenti e di curiosità tutte rivolte alla “vera” evangelizzazione e comunicazione sociale.
Conoscendo l’autore come un uonmo che non ama l’elogio ma che gli fa piacere che anche chi opera nel campo della cultura e della promozione, mi onoro di essere discepolo ed amico, ed affido alle colonne di questo blog e giornale, la sincera gratitudine di chi lo ha conosciuto e seguito in tante avventure nella ricerca e nella tutela del nostro patrimonio culturale, religioso ed artistico, che è il prodotto di tanti sacrifici ma soprattutto espressione delle fede dei nostri avi.
E’ con piacere e gioia che partecipiamo noi tutti amici di lunga data al Convegno di Studio: Sulle Orme del Sacro, Don Pasquale Di Fronzo e il patrimonio artistico-culturale che si tiene a Mirabella Eclano il 27 dicembre 2008, la sede è il prestigioso Auditorium dell’Annunziata.
Un intera mattinata dedicata alla figura del notro studioso, ricercatore e sacerdote dalle grandi doti umane e spirituali, la sua una vita tutta impegnata al servizio di tutti, ricordo la feconda missione di parroco a Rocca San Felice, per oltre trentatreenni, Don Pasquale è l’erede della feconda schiera di storici e sacerdoti come D. Vincenzo Maria Santoli, P. Raimondo Guarino, D.Nicola Gambino, per citarne solo alcuni, che hanno fatto la storia e che hanno impegnate tutte le loro energie per la valorizzazione storico-religiosa della nostra terra irpina.
Ecco il programma che si articolerà con il saluto del sindaco di Mirabella Eclano Ing. Vincenzo Sirignano.
L’introduzione è affidata dal prof. Francesco Barra, Ordinario di storia presso l’Università degli Studi di Salerno, tra i più attenti e fecondi storici e studiosi, punta di diamante della nostra provincia.
Il Prof. Gennaro Passaro, docente di storia della Chiesa locale presso l’Isituto di Scienze Religiose “S.Giuseppe Moscati” di Avellino, presenta l’attesa relazione “Don Pasquale Di Fronzo, l’attività storica”.
“Memoria, oblio e luogo” è l’intervento del Prof.
Fausto Baldassarre, docente di storia e filosofia presso il liceo Colletta e l’ISSR “ G- Moscati” di Avellino.
Il dott. Fabio Testa, storico d’arte relaziona su “Arte Sacra in Irpinia e in Europa.
Nella seconda parte viene affrontata la dimensione poetica e la valorizzazione dei beni culturali.
La Porf.ssa Maria Rosaria Di Rienzo presenta: “La poesia educa alla fede”; mentre al Prof. Paolo Saggese, docente di lettere latine e grache presso il Liceo di Nusco, offre una panoramica su: “La valorizzazione dei Beni culturali: bilancio e prospettive.
Esprimiamo il nostro ringraziamento a D. Pasquale con l’augurio che possa continuare ad essere presente nel panorama delle lettere, delle arti con la sua attenta presenza e valido contributo alla valorizzazione della nostra Terra. L’Irpinia
Giovanni Orsogna
PROGRAMMA
Ore 9,30: Saluto del SindacoIng. Vincenzo Sirignano
Ore 9,45: Introduzione:Prof. Franco Barra
ORDINARIO DI STORIA PRESSO L'UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI SALERNO
Ore 10,00: "Don Pasquale Di Fronzo, l'attività storica" Relazione del Prof. Gennaro Passaro
DOCENTE DI STORIA DELLA CHIESA LOCALE PRESSO L'ISTITUTO SUPERIORE DI SCIENZE RELIGIOSE "S. GIUSEPPE MOSCATI DI AVELLINO
Ore 10,40: "Memoria, oblio, luogo"Relazione del Prof. Fausto Baldassarre
DOCENTE DI STORIA E FILOSOFIA PRESSO IL LICEO "COLLETTA" E L'ISSR "G. MOSCATI" DI AVELLINO
Ore 11,00: "Arte sacra in Irpinia e in Europa" Relazione del Dott. Fabio Festa
STORICO D'ARTE
Ore 11,20: Pausa
Ore 11,30: "La Poesia educa alla fede?" Relazione della poetessa Prof.ssa Maria Rosaria Di Rienzo
Ore 11,50: "La valorizzazione dei Beni culturali:bilancio e prospettive" Relazione del Prof. Paolo Saggese
DOCENTE DI LETTERE LATINE E GRECHE PRESSO IL LICEO CLASSICO DI NUSCOOre 12,10: Dibattito e conclusioni
Libri inediti di D. Pasquale Di Fronzo
"L'arte sacra in Alta Irpinia" (volume XXI); "II clero altirpino" (II parte); "Ilclero di Mirabella"; "Storia ecclesiastica della parrocchia di S. Maria Maggiore" (gli eventi del 1959-61); "Ritmi" (volume III); "Alcuni fatti storici di Mirabella"; "Storia della mia storia" (riflessioni); "La mia autobiografia"; ecc.Opere edite1961 - "II Carro di Mirabella Belano" (ricerca storico-folcloristica), pp. 16.1966 -"Margherita di Svevia nel castello di Rocca San Felice" (poemetto di 390 endecasillabi sciolti), pp. 16.1971 - "Breve storia delle diocesi dell'Alta Irpinia" (storia ecclesiastica), pp. 52; "I Santuari dell'Alta Irpinia", 'pp. 23.1974 - "Torella dei Lombardi" (profilo storico), pp. 238.1976- "II mio giardino" (37 poesie a verso libero), pp. 32; "lìlago d'Ansante, il santuario di S. Felicita, Rocca San Felice" (guidaturistica), pp. 32.1977- "Vecchio mondo in declino" (saggio sulla superstizione),pp. 88.1979 - "Rocca San Felice nel 1815" (ricerca sugli atti comunali), pp. 52.1985 - "Strascichi della soppressione del convento dei conventuali di Torella dei Lombardi" (saggio documentario), pp. 23.1988 - "Ritmi" (68 poesie nell'arco di quarantanni), pp. 160.1991 - "Incontri" (volume primo di quattro cantiche), pp. 80.1992 - "La chiesa parrocchiale di Santa Maria Maggiore inRocca San Felice" (profilo storico), pp. 80; "Incontri" (volumesecondo di quattro cantiche), pp. 96.1993 - "Incontri" (volume terzo di quattro cantiche), pp. 88.1994 - "II clero altirpino nell'arco del secondo millennio" (230profili biografici), pp. 380; "Margherita d'Austria nel castello diRocca San Felice" (570 endecasillabi sciolti), pp. 32; "Incontri"(volume quarto di quattro cantiche), pp. 94; "Ritmi" (50 poesienell'arco di sei anni), pp. 104; "La persecuzione" (apologià), pp.64.1995 - "Incontri" (volume quinto di quattro cantiche), pp.96; "Epigrammi" (200), pp. 48.1997 - "L'arte sacra in Alta Irpinia" (volume primo di 43profili), pp. 212; "Incontri" (volume sesto), pp. 48.1998 - "L'arte sacra in Alta Irpina" (volume secondo di 40profili), pp. 208; "L'arte sacra in Alta Irpinia" (volume terzo di31profili), pp. 212; "Incontri" (volume settimo), pp. 48; "L'artesacra in Alta Irpinia" (volume quarto di 32 profili), pp. 196.1999 - "L'arte sacra in Alta Irpinia" (volume quinto di 20profili), pp. 196.2000 - "II cammino del tempo" (saggio sulle lettere di ClementeFusero a Livio Nargi), pp. 272; "L'arte sacra in Alta Irpinia"(volume sesto di 32 profili), pp. 204; "L'arte sacra in Alta Irpinia"(volume settimo di 23 profili), pp. 204; "Torella dei Lombardi"(profilo storico), II edizione, pp. 204.2001 - "L'arte sacra in Alta Irpinia" (volume ottavo di trediciprofili); pp. 202; "Incontri" (volume ottavo), pp. 48; "Ecce sacerdos"(profilo biografico), pp. 222; "L'arte sacra in Alta Irpinia"(volume nono di 35 profili), pp. 1982002 - "L'arte sacra in Alta Irpinia" (volume decimo di 11profili), pp. 206.2003 - "Vos estis sai terrae" (profilo biografico), pp. 144;"L'arte sacra in Alta Irpinia" (volume undicesimo di 34 profili),pp. 208; "L'arte sacra in Alta Irpinia" (volume dodicesimo di 12profili), pp. 212.2004 - "L'arte sacra in Alta Irpinia" (volume tredicesimo di12 profili) pp. 214; "L'arte sacra in Alta Irpinia" (volume quat­tordicesimo di 12 profili), pp. 222.2006 - "L'arte sacra in Alta Irpinia" (volume quindicesimodi 11 profili) pp. 192; "L'arte sacra in Alta Irpinia" (volumesedicesimo di 19 profili) pp. 210.2007 - "L'arte sacra in Alta Irpinia" (volume diciassettesimodi 16 profili) pp. 200; "L'arte sacra in Alta Irpinia" (volumediciottesimo) pp. 214; "San Modesto" (storia di un'antica località)pp. 400.2008 - "Le investiture e il maggiorasco" (lettera aperta); "L'artesacra in Alta Irpinia" (volume diciannovesimo di 17 profili) pp.204; "L'arte sacra in Alta Irpinia (volume ventesimo di 20 profili)pp. 200.